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Friedrich Holderlin:la Grecia

Laggiù all’ombra dei platani dove tra i fiori correva il Cefisio e i giovani sognarono la gloria, dove Socrate conquistava i cuori, dove Aspasia incedeva in mezzo ai mirti, dove un richiamo di fraterna gioia dall’agorà sonora si levava, e creò il mio Platone Paradisi; dove inni solenni ravvivavano la primavera e fiumi di entusiasmo calavano dal monte sacro a Pallade - omaggio alla divina protettrice -, dove in mille dolci ore di poesia la vecchiezza veniva come un sogno divino – là t’avessi io incontrato come da tempo ti incontrerò il mio cuore! Quale abbraccio diverso! Tu mi avresti cantato gli eroi di Maratona; il più bello di tutti gli entusiasmi avrebbe riso dai tuoi occhi ebbri; giovane avresti il cuore della vittoria, lo spirito lambito dall’alloro non premerebbe l’afa d’una vita che avaro il soffio della gioia allevia. Tramontata è la stella dell ’ amore? e l ’alba  rosea della giovinezza? Tu non sentisti dileguare gli anni, ...

Herich Fromm,psicoanalisi e buddismo

Teoria e pratica, pensiero ed emozionalità non possono venir separati * * Nell'atto di conoscere se stesso l'uomo trasforma se stesso * Per chi sia  alienato  (malattia del secolo), la cura non consiste nell'assenza della malattia, bensì nella  presenza del benessere ; benessere è essere in armonia con la natura dell'uomo. All'atto della nascita la vita pone all'uomo  un quesito  al quale egli deve rispondere in ogni istante; non la sua mente, né il suo corpo, ma lui, la persona che pensa e sogna, che dorme e piange, e mangia e ride -  l'uomo nella sua totalità  - deve dare quella risposta. Il quesito è: come possiamo trionfare del dolore, della prigionia, della vergogna, prodotti dell'esperienza dell'isolamento; come possiamo trovare unione in noi stessi, con i nostri simili, con la natura? Follia  è il rifiuto della realtà esterna come a noi stessi estranea, vivendo per contro completamente nel nostro guscio, e così trionfando del terr...

Schopenhauer e il buddismo

pessimista tedesca, quella cioè di Schopenhauer e di Hartmann, è soltanto una forma riveduta del buddhismo antico; si dice, talvolta, che sia  poco più di un buddhismo volgarizzato . (Pag. 340 ediz. Vidya).    Noi condividiamo tale opinione e pensiamo che lo stesso debba fare chiunque abbia letto testi buddhisti e Veda. Pertanto, al pensiero di questo filosofo noi riconosciamo pochissima originalità. Il grande merito che gli riconosciamo è solo quello di avere contribuito (insieme alla letteratura romantica) alla divulgazione dell'induismo e del buddhismo in occidente.  "Buddha, Eckart e io insegniamo nella sostanza la stessa cosa"  dirà Schopenhauer (scritti postumi), ma quello che dice    è una grande bugia, perché non basta ripetere più o meno approssimativamente quello che dice il Buddha per essere un maestro di saggezza, né è sufficiente dare il nome  Atman  al proprio cane per potere insegnare la  via,  e nemmeno può bastare t...

Schopenhauer,come contenere il dolore della vita

. Per essere felici (o il meno infelici possibile), bisogna invece evitare di puntare sul possesso di beni materiali (che possono deperire o possono esserci sottratti dalla sorte o dagli altri) e ignorare ciò che gli altri pensano di noi o ciò che gli altri si aspettano da noi.A.Schopenhauer Ogni azione umana è rigorosamente determinata dalla «volontà di vivere» ( Wille zum Leben ): l’uomo non è libero, ma determinato dal suo carattere, che è l’impronta della volontà in lui. Per questo motivo  noi siamo sì liberi di fare ciò che vogliamo  (io sono libero stasera di andare al cinema o di andare a dormire) , ma non siamo liberi di volere ciò che vogliamo  (io non posso scegliere di essere diverso da quello che sono e, quindi, di avere quei bisogni, quei desideri, quelle pulsioni che ho, perché questo è stato deciso dalla volontà che, nella sua illimitata libertà, mi ha imposto quel determinato carattere). «Ognuno si ritiene libero a priori (ossia in virtù del suo sen...

Ludwig van Beethoven,le sue ultime parole

A Caspar Anton Carl e [Nikolaus Johann] van Beethoven                                                                                        Heiligenstadt, 6 ottobre 1802 Per i miei fratelli Carl e [Johann] Beethoven O voi uomini che mi reputate o definite astioso, scontroso o addirittura misantropo, come mi fate torto ! Voi non conoscete la causa segreta di ciò che mi fa apparire a voi così.  Il mio cuore e il mio animo fin dall’infanzia erano inclini al delicato sentimento di benevolenza e sono stato sempre disposto a compiere azioni generose. Considerate, però, che da sei anni mi ha colpito un grave malanno peggiorato per colpa di medici incompetenti. Di anno in anno le mie speranze di guarire sono state gradualmente frustrate, e alla fine sono st...

Herich Fromm:una societa' necrofila che ha creato individui morti

  Il guaio della vita di oggi è che molti di noi muoiono prima di essere nati pienamente  ." Erich Fromm nacque a Francoforte sul Meno nel 1900. Figlio di un ricco commerciante israelita di vini, fu educato in un' atmosfera rigidamente religiosa. Dopo aver completato la sua educazione secondaria, nel 1922, a 22 anni, si laurea a Heidelberg in filosofia con una tesi "   Sulla funzione sociologica della legge ebraica nella Diaspora ". Mentre prepara la sua dissertazione, Fromm è ancora un ebreo ortodosso che si interroga sui timori che suscitava "negli uomini semplici" la figura dell'ebreo. Tenta quindi di offrire delle spiegazioni., individuando nella legge la forza che garantisce al corpo sociale ebraico di permanere nel suo scontro con corpi storici estranei. Utilizzando gli strumenti concettuali di Max Weber, Martin Buber e Hermann Cohen, propone una ricostruzione sociologica delle origini della diaspora, del rabbinismo, dei rapporti con il cris...