La rivoluzione bolscevica:una cricca di ebrei russi al potere
Nel libro 'La guerra occulta' viene reso noto come i finanziamenti per la Rivoluzione russa giunsero alla Massoneria dell'est proprio da alcune grandi banche d'affari di New York. Il presidente americano di origine ebraica e Gran Maestro massone del 33° grado Theodore Roosevelt si incontro' pubblicamente alla Casa Bianca e in privato nella sua villa di campagna con gli esponenti del B'nai B'rith nel 1903 (loggia ebraica da cui sono esclusi tutti i non israeliti). A queste riunioni partecipo' Napoleon Levi, l'ideatore della lettera diplomatica di protesta che gli USA inviarono alla Russia per condannare i pogrom di Kishineff del 19 aprile 1903. La missiva venne inviata tramite il segretario di stato americano John Hay il 14 luglio seguente, e a essa venne allegata anche una petizione firmata da ben 30 mila membri del B'nai B'rith e dai suoi simpatizzanti, ma lo zar si rifiuto' anche solo di prenderla in considerazione.
Egli infatti non vedeva di buon occhio le ingerenze della lobby ebraica negli affari interni della nazione che rappresentava, e una volta constatato che gli ebrei erano alla testa dei rivoluzionari russi le relazioni diplomatiche si inaspriscono ulteriormente. Pertanto gli stranieri di origine ebraica vennero sottoposti a un regime speciale di passaporto, al fine di controllarne gli spostamenti e la strategia d'azione. In tal modo lo zar riteneva di poter impedire l'ingresso degli agitatori di professione responsabili degli episodi rivoluzionari, ma quando si accorge del problema era gia' troppo tardi. Nel 1905 il banchiere ebreo Jacob Schiff, membro di spicco del B'nai B'rith, affermo' : ''Se lo zar non vuole dare al nostro popolo la desiderata liberta', allora una rivoluzione instaurera' una repubblica tramite la quale si otterranno quei diritti''. Nel 1917, ovvero appena dodici anni dopo il rilascio di questa dichiarazione, la rivoluzione bolscevica condusse la comunita' ebraica russa alla testa del Paese, mentre lo zar venne barbaramente trucidato con tutta la sua famiglia.
A partire, dal 1905 la Banca Kuhn, Loeb & Co. Inizio' a sostenere economicamente la Rivoluzione russa fornendo appoggio a Lenin, Trotzky e Zinoviev. Incaricati della distruzione del denaro, proveniente oltre che da Schiff anche da suo genero Felix Warburg (fondatore della Federal Reserve nel 1913), da Otto Kahn, Mortimer Schiff, max Breitung, Jerome H. Hanauer, Guggenheim, tutti affiliati del B'nai B'rith, furono due membri della Pilgrims inglese e della Round Table, i massoni lord Alfred Milner e sir George Buchanan, l'ambasciatore britannico a Mosca, per autorizzazione dello stesso governo britannico. Tra le molte prove raccolte dai ricercatori indipendenti esiste poi il cablogramma con cui William Boyce Thompson (uno dei direttori della FED di New York, nonche' importante azionista della Chase Manhattan Bank) finanzio' la propaganda della rivoluzione bolscevica con un milione di dollari . Senza contare che John Reed, il membro americano del Comitato Esecutivo della Terza Internazionale, venne finanziato e sostenuto da un banchiere di New York di nome Eugene Boissevain.
La Rivoluzione russa ebbe inoltre il pieno appoggio dello stato maggiore tedesco: la rete bancaria passava infatti per la Germania attraverso il Sindacato Reno Westfalia, un consorzio ebraico diretto dal magnate del carbone Kirdorf, la banca Warburg e Co. di Amburgo e la Speyer di Francoforte, per estendersi in Svezia alla Nya Banken passando attraverso l'israelita Olaf Aschberg.
Partecipo' anche la banca ebraica Gunzburg con sede a San Pietroburgo, rappresentata da 31 compagni e da una lettera di accredito di 40 milioni di franchi oro. Qualche tempo dopo la Standard Oil of New Jersey dei Rockfeller acquisi' il cinquanta per cento dei giganteschi campi petroliferi del Caucaso, nonostante fossero ufficialmente di proprieta' dello Stato. L'alta finanza internazionale, insomma, preparo' la Rivoluzione russa allo stesso modo della Rivoluzione francese, preoccupandosi innanzitutto di creare le condizioni per una crisi economica che destabilizzasse il governo della nazione.
Per i finanzieri israeliti il rifiuto dello zar di accordare loro l'autorizzazione a creare nel 1905 una Banca Centrale, come avvenne piu' tardi in America con l'istituzione della Federal Reserve, era semplicamente inaccettabile. Per tale motivo i Rothschild indussero lo zar ad avviare una guerra contro il Giappone, assicurandolo che avrebbe ricevuto il loro appoggio economico per affrontarla. Ma in realta' i Rothschild, come la Kuhm, Loeb & Co. e tutti gli altri grandi finanzieri, stavano segretamente sostenendo economicamente il Giappone a partire dagli Stati Uniti . E quando nel 1914 scoppio' il conflitto contro la Germania, l'armata russa venne pesantemente indebolita dai gravi ritardi nell'approvigionamento degli armamenti che le avrebbe dovuto garantire l'elite. Gia' nel 1915 il futuro primo ministro britannico Lloyd George pote' constatare che la situazione sul fronte russo si era fatta disperata a causa del ritardo di ben cinque mesi nella consegna del materiale bellico. In pratica era disponibile un solo fucile ogni sei uomini.
La lobby ebraica aveva quindi intenzione di trascinare la Russia in miseria spargendo i semi della ribellione contro lo zar, favorendo in questo modo il lavoro degli agitatori rivoluzionari. Molti soldati russi, ridotti allo stremo delle forze, si ammutinarono. La compagnia responsabile del ritardo nelle commesse militari dello zar era la Vickers Maxim, controllata da sir Ernest Cassel, un socio in affari della Kuhn, Loeb & Co. nel periodo in cui il principale azionista della Vickers era un Rothschild. Vista la gravita' della situazione, il governo britannico invio' lord Kitchener in missione dall'alleato russo con il compito di riorganizzare l'esercito, ma purtroppo egli annego' durante il viaggio in circostanze 'misteriose'.
Contestualmente in Russia veniva fomentato il dissenso dall'ebreo massone Alexander Kerensky. E come dimostrano dal ricercatore Paolo Taufer, i versamenti della Federal Reserve Bank di New York del 1917 alla National Bank dei Rockfeller (l'unica banca di Pietroburgo scampata alla nazionalizzazione) rientrava tutti nel piano rivoluzionario ordito gia' nel 1903.Nel 1918, infatti, si riunirono a New York molti illustri personaggi di origine ebraica per pianificare gli esiti finali della Rivoluzione russa. Tra coloro che parteciparono all'esclusivo consesso possono essere citati Jakob Schiff, L. Marschall (presidente del comitato giudeo-americano), O. A. Rosalsky, O.A. Kahn ( a capo della banca Schiff e proprietario del New York Times), B. Schlesinger (il quale si reco' piu' volte in Russia per incontrare Lenin), Joseph Schlossberg (segretario dell'unione operai), M. Pine, David Rinski e Barondess, leader dei movimenti operai. Sulla rivista 'L'ebreo americano' del 10 settembre 1920, la stessa lobby ebraica ammetteva quindi : '' La rivoluzione bolscevica fu opera esclusiva della riflessione e dello scontento ebraico''. E a conferma di dove fosse veramente ubicato il quartier generale della rivoluzione, basti ricordare che il grande demagogo Leone Trotsky viveva proprio a New York quando nel 1917 venne deposto lo zar. Il rivoluzionario infatti si imbarco' dagli USA il 26 marzo 1917 alla volta di Pietrogrado, in Russia, sul piroscafo Kristianiafjord con in tasca diecimila dollari dei Rockfeller. E come se non bastasse, Trotsky riusci' a entrare in Russia solo grazie a un passaporto americano ottenuto grazie all'intervento personale del presidente massone USA Woodrow Wilson, un fantoccio in mano ai poteri forti.
Il 19 marzo 1917 Jacok Schiff spediva il ministro degli Affari Esteri del governo provvisorio russo Milioukov il seguente telegramma : '' Permettetemi in qualita' di nemico inconciliabile dell'autocrazia tirannica che perseguitava i nostri correligionari, di congratularmi per l'azione compiuta cosi' brillantemente per mezzo del popolo russo e di augurare pieno successo ai vostri compagni del governo e a voi stesso''. Il nipote dell'omonimo banchiere giunse addirittura ad affermare pubblicamente sul 'New York Journal American' del 3 febbraio 1949 che suo nonno aveva versato 20 milioni di dollari oro ai rivoluzionari russi, per i quali Lenin pago' un rimborso di 600 milioni di rubli oro (pari a 450 milioni di dollari oro) alla banca Kuhm, Loeb & Co. Tra il 1918 e il 1922. Gli aiuti economici ai rivoluzionari 'bolscevichi'' provennero quindi anche dalle banche Morgan-Rothschild-Lazare e M.M. Warburg, a cui si affiancarono finanziatori inglesi come sir George Buchanan o lord Milner.
Un documento dei servizi informativi americani datato 6 marzo 1920 rivelo' poi quantosegue : ''...nel febbraio 1916 si seppe per la prima volta che una rivoluzione era stata fomentata in Russia''. A tale affermazione seguiva poi la lista degli istituti di credito e dei banchieri che risultavano essere coinvolti personalmente : Jackob Schiff, la Banca, Kuhn Loeb & Co., Jerome I. Hanauer, Guggenheim e Max Breitung, ovvero tutte personalita' appartenenti alla'alta finanza ebraica. Tra i magnati che finanziarono direttamente l'impegno politico di Karl Marx troviamo i nomi di Clinton Roosevelt e Horace Greely, ovvero due personaggi iscritti alla Loggia Columbia fondata dagli Illuminati di Baviera a New York nel 1785. Equando H. Greely divenne direttore del New York Tribune, nomino' Karl Marx corrispondente da Londra! Clinton Roosevelt d'altronde mostrava apertamente di perseguire gli stessi programmi degli Illuminati e infatti nel 1841 aveva gia' pubblicato l'opera 'The Science of Government Founded on Natural Law (La scienza del governare fondata sulla legge naturale), un volume che riprendeva il piano di Weishaupt per una dittatura mondiale di tipo ONU. Nel 1920 l'elite deteneva anche il controllo delle principali testate giornalistiche internazionali, tra le quali possono essere citate : 'The Times', 'Le Figaro', 'Petit Parisienne' 'L'Humanite', Daily Telegraph, Westminster Gazzette, Daily Express, Daily Herald, Cronicle, English Review, National News, Daily News, la prestigiosa agenzia stampa Reuter. Ma se davvero le cose andarono in questo modo, per quale 'strano' motivo dei banchieri avrebbero dovuto sostenere la causa proletaria contro i proprio interessi capitalistici? Forse la ragione di tale comportamento e' da far risalire a progetti di dominio che non possono essere compresi alla luce della storia ufficiale? Ebbene, stando alle circostanze di fatto sembrerebbero proprio di si.
I protagonisti della Rivoluzione russa
In questo paragrafo verranno esposti alcuni sconcertanti 'particolari' a proposito della cosiddetta rivoluzione bolscevica su cui i popoli dovrebbero essere informati. In primis il dato di fatto che tutti i piu' grandi ispiratori della rivoluzione e i loro piu' stretti collaboratori furono ebrei, massoni o le sue due cose insieme.
Il vero nome di uno dei maggiori profeti del socialismo reale passato alla storia come 'Leone Trotsky' era in realta' Lev Bronstein, un intellettuale di origine ebraica che parlava addirittura meglio la lingua tedesca del russo. Trotsky si era stabilito a New York dopo essere stato espulso dalla Germania e, quando nel 1917 si imbarco' per Pietroburgo, il piroscafo fece scalo in Canada, dove venne fermato e poi rilasciato dalle autorita' locali. Il. Sottotenente colonnello John Bayne MacLean (fondatore e presidente della MacLean Publishing), che era in stretto contatto con i servizi segreti canadesi, nel 1918 scrisse un articolo sul suo 'MacLeane Magazine' intitolato : ''Perche' abbiamo lasciato scappare Trotsky? Come il Canada ha perso la possibilita' di abbreviare la guerra''.
Nell'articolo in questione l'ufficiale rivelo' che Trotsky non era nato in Russia ma in Germania e che anche molti altri rivoluzionari russi reclutati da lui erano per la maggior parte tedeschi e austriaci che si facevano passare per russi.
Lo stesso Trotsky ammise poi nelle sue memorie di aver ricevuto prestiti dai grandi banchieri sin dal 1907. Una circostanza questa a cui vanno aggiunti altri 'dettagli' sfuggiti ai libri di scuola, e cioe' che dal 1917 in poi la 'causa proletaria' della rivoluzione bolscevica venne sostenuta principalmente dall'elite dell'alta finanza internazionale, ovvero da insigni capitalisti di origine ebraica come Jacok Schiff e Kuhn, Loeb & Co, (membri esclusivi della cosiddetta 'Tavola Rotonda', nota a livello internazionale come 'Round Table''). Un apparente paradosso che dovrebbe servire a dimostrare una volta per tutte quanto le cosiddette grandi rivoluzioni 'popolari e proletarie' siano state in realta' programmate dai poteri forti secondo piani di dominio a lungo termine. Nel 1917 insomma, al cupola dei banchieri di origine ebraica di cui facevano parte personaggi come i Morgan, i Rothschild, i Lazard, finanziarono alcuni propri fedeli connazionali affinche' svolgessero il compito rivoluzionario a loro assegnato. Parallelamente Max Warburg (un altro grande capitalista di origine ebraica) controllava da Stoccolma (Svezia) la ditta Trotsky & Co. Insieme all'ebreo Olaf Aschberg della Nya Banken di Stoccolma, all'ebreo Givotovsky e all'impresa ebraica del Sindacato Westfaliano-Renano. I rapporti tra banchieri e capi rivoluzionari erano cosi evidenti che Trotsky si sposo' addirittura con la figlia di Givotovsky.
In pratica accadeva che Trotsky, Lenin, Marx e gli altri rivoluzionari del socialismo reale, proprio mentre denunciavano i mali del capitalismo, ricevevano segretamente i soldi necessari alla rivoluzione operaia proprio dagli stessi banchieri di Londra e di New York che in pubblico giuravano di voler mandare in bancarotta. Senza contare poi che grandi ideologi del socialismo reale come Lenin, Karl Marx, Friedrich Engels e Leone Trotsky furono tutti insigni massoni di origine ebraica. Alla lista vanno poi aggiunti i nomi meno famosi degli altri intellettuali, come i Lassales o Heine, che ebbero comunque un ruolo determinante nello sviluppo di questa ideologia. Il debutto pubblico del Marx giornalista avvenne il 5 maggio 1842 grazie alla pubblicazione dei suoi 'Dibattiti sulla liberta' di stampa' e alle sue dissertazioni sulla 'Dieta' della Rheinische Zeitung' , un quotidiano di Colonia finanziato dalla borghesia liberale renana in cauta opposizione al regime prussiano. Il suddetto giornale veniva gestito dal circolo radicale capeggiato da Moses Hess, un attivista' politico soprannominato il 'rabbino rosso' per le origini ebraiche e le sue idee comuniste. La maggior parte degli agitatori socialisti insomma erano di chiara origine ebraica persino in un paese come la Germania, dove i membri di tale comunita' non superavano le 500.000 unita' e non rappresentavano neppur l'un per cento della popolazione totale,
Ecco alcuni nome della nutrita nomenclatura ebraica posta alla testa dei partiti socialisti tedeschi degli anni Venti : Guglielmo e Carlo Liebknecht, Singer (il quale si facevano chiamare Paolo in luogo di Pinkus), Bernstein, Oskar Kohn, Nordhausen, Davidsohn, Frank , Gradnauer, Hirsch, Herzfeld, Simon, Stadthagen e Rosa Luxemburg: Persino i famosi 'ventidue indipendenti' che ruppero la cosiddetta' 'unione sacra socialista' erano quasi tutti ebreim, come lo erano i loro leader Liebknecht, Haase e Cohn. Una situazione anomala che ritroviamo che ritroviamo anche tra i dirigenti dei Consigli Operai e delle altre organizzazioni socialiste. In ciascun Land tedesco infatti gli agitatori socialisti di origine ebraica si distinsero con particolare fervore rivoluzionario ponendosi alla testa di tutte le rivendicazioni proletarie; in Prussia Hirsch, in Baviera Kurt Eisner (il cui vero nome era Salomone Kosmanousky), in Sassonia Gradnsuer, nel Wurttemberg Heinemann e Thalbeimer nell'Assia Fulda. Tale strana circostanza divenne ancora piu' palese nel primo governo repubblicano tedesco, dove i membri di origine ebraica presenti nei ministeri e nelle direzioni nevralgiche del potere costituivano l'ottanta per cento del totale.
Un capovolgimento storico preparato a tavolino
E' chiaro dunque che al di la' di ogni ragionevole dubbio sono gli stessi numeri a descrivere
materialmente l'esistenza di una cospirazione dell'elite ebraico-massonica (e quindi degli Illuminati) all'epoca dei primi tumulti socialisti europei. Persino lo stesso termine 'socialismo' (inteso in senso moderno) trova le sue origini nella Massoneria, in quanto venne utilizzato per la prima volta nel 1830 dal sansionisto Leroux, un personaggio che, guarda caso, era affiliato alla 'Loggia dei diritti dell'uomo' di Grasse. Ne consegue che per attuare i suoi scopi la cupola dell'alta finanza di origine ebraica ricorse sia ai membri piu' omertosi della propria comunita' che agli spregiudicati affiliati della Massoneria, proprio come agisce di norma la mafia italiana, affidandosi sempre a 'sicura manovalanza nazionale.
Ma, anche se furono effettivamente degli ebrei a eseguire i piani dell'elite, al resto della loro comunita' non puo' essere imputata alcuna responsabilita'. Ritenere invece il contrario o scambiare addirittura una religione per una razza, come hanno fatto i nazisti e i sionisti revisionisti, (il cui movimento e' stato finanziato dai Rothschild) significa cadere nella trappola dei poteri forti che si avvantaggiano dei sentimenti antiebraici per giustificare la persecuzione di chi denuncia i disegni criminali della lobby ai vertici dell'alta finanza. In realta', infatti, i grandi casati dei banchieri ritengono di appartenere a una casta esclusiva posta al di sopra di tutte le nazionalita', compresa quella ebraica. E cio' significa che quest'ultima, dietro l'apparente protezione dell'elite, viene raggirata e sfruttata ancora piu' delle altre

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